2° Rapporto Turismo DOP
Il 2° Rapporto Turismo DOP, realizzato dalla Fondazione Qualivita in collaborazione con Origin Italia e con il supporto del MASAF, è basato su indagini dirette e fonti istituzionali raccolte dall’Osservatorio Turismo DOP.




Le informazioni sulle iniziative di Turismo DOP realizzate da Consorzi di tutela nelle quattro tipologie di attività:
Modica ha ricostruito la propria storia ripartendo dal cioccolato
La quarta edizione del festival dedicato alla Regina Bianca nel suo territorio
L’evento dedicato alla tipologia rosé dei vini Riviera del Garda Classico DOP Valtènesi
Appuntamento con la 26ª Mostra dei Vini DOP a Vittorio Veneto
Pillole informative per scoprire il turismo enogastronomico delle DOP e IGP italiane, il ruolo dei Consorzi di tutela e le aree di monitoraggio dell’Osservatorio Turismo DOP.
Cos’è il Turismo DOP?
Il Turismo DOP è un forma di turismo enogastronomico centrata sulle esperienze legate ai prodotti agroalimentari a Indicazione Geografica (DOP e IGP), che nasce nei territori riconosciuti per l’eccellenza delle loro produzioni e si sviluppa grazie all’impegno dei Consorzi di tutela e delle imprese appartenenti alle filiere certificate, offrendo ai visitatori esperienze autentiche legate ai prodotti, con finalità educative e rappresentando un modello di sviluppo sostenibile basato sull’agricoltura multifunzionale.
Il Turismo DOP è un fenomeno innovativo che si colloca all’incrocio tra turismo enogastronomico, culturale e sostenibile. Attraverso l’azione dei Consorzi di tutela e degli operatori del settore, promuove i prodotti DOP e IGP, esaltandone il valore e il legame profondo con il territorio.
Affinché un’attività possa essere definita Turismo DOP, deve possedere tre caratteristiche fondamentali: autenticità, educazione, sostenibilità.
Turismo DOP: autenticità, educazione, sostenibilità
Il turismo legato alle filiere DOP e IGP si colloca tra turismo enogastronomico, culturale e sostenibile, grazie soprattutto al ruolo attivo dei Consorzi di tutela. Questi non si limitano più al controllo della qualità, ma diventano promotori dello sviluppo territoriale, valorizzando identità e cultura locali.
Con il Regolamento UE 2024/1143, l’art. 32 comma 4 riconosce formalmente ai Consorzi il compito di informare e promuovere le Indicazioni Geografiche anche attraverso lo sviluppo di servizi turistici, sancendo così il valore educativo e culturale del Turismo DOP, basato su tre pilastri:
Autenticità: il turismo deve offrire esperienze coerenti con l’identità dei prodotti DOP e IGP (es. visite in azienda, degustazioni, laboratori), proteggendo la reputazione del prodotto e contrastando imitazioni.
Educazione: i Consorzi assumono anche un ruolo educativo, spiegando origini, processi e differenze rispetto ad altri prodotti, per rendere il consumatore più consapevole.
Sostenibilità: le IG promuovono un modello di economia circolare, legato a filiere corte e rispetto dell’ambiente. Il Turismo DOP rafforza così il tessuto socioeconomico locale, contribuendo alla tutela di paesaggio e comunità rurali.
Cosa NON è il Turismo DOP
Per questo motivo, ad esempio, non può essere considerato Turismo DOP:
Qual è la normativa europea e italiana?
Le esperienze che collegano turismo e prodotti agroalimentari sono sempre più al centro dell’azione normativa a livello europeo, nazionale e regionale. L’Unione Europea riconosce i prodotti DOP e IGP, portatori di forti connotazioni tradizionali, culturali e storiche, come uno degli strumenti fondamentali per sostenere lo sviluppo delle aree rurali, anche attraverso le attività turistiche. Questa visione ha trovato pieno riconoscimento nel Reg. (UE) 2024/1143, che attribuisce ai Consorzi di tutela la competenza anche in materia di «sviluppo di servizi turistici nella pertinente zona geografica». Si tratta di un’evoluzione rispetto al primo intervento normativo, più generico, introdotto dal Reg. (UE) 2021/2115 nell’ambito della Politica Agricola Comune, riferito esclusivamente all’enoturismo.
In Italia, dopo le prime esperienze regolamentate delle Strade del Vino e dei Sapori, basate sulla legge quadro n. 268 del 27 luglio 1999, nonché sulla disciplina dell’agriturismo definita dalla Legge n. 96 del 20 febbraio 2006, la Legge di Bilancio n. 160/2019 ha previsto, a partire dal 2021, l’estensione delle disposizioni previste per l’enoturismo (introdotte dalla Legge di Bilancio n. 205/2017) anche all’oleoturismo. A tal fine, il Ministero dell’agricoltura, di concerto con il Ministero del turismo, ha adottato il Decreto n. 36174 del 26 gennaio 2022, recante Linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività oleoturistica, delineando le attività ammissibili e l’ambito di applicazione, analogamente a quanto già stabilito per l’enoturismo con il DM 12 marzo 2019.
La crescente domanda proveniente dal settore produttivo, unita all’intervento del legislatore nazionale, ha fornito alle Regioni italiane gli strumenti per normare la materia attraverso leggi e delibere regionali volte a definire l’esercizio delle attività e a sostenerne la promozione. A maggio 2025, risultano 18 Regioni intervenute con una propria disciplina sull’enoturismo e 14 quelle che hanno già recepito la più recente normativa sull’oleoturismo.
Quali sono le aree di monitoraggio dell’Osservatorio Turismo DOP?
L’Osservatorio Turismo DOP offre un monitoraggio costante del turismo enogastronomico legato alle Indicazioni Geografiche attraverso una banca dati sistematizzata in 4 specifiche aree di interesse.
Area Attività: una raccolta strutturata delle iniziative, dei patrimoni culturali e ambientali e delle azioni di valorizzazione legate allo sviluppo del turismo enogastronomico, connesso ai prodotti DOP e IGP realizzati o sostenuti principalmente dai Consorzi di tutela. L’area è articolata in quattro categorie principali: Eventi, Infrastrutture, Valorizzazione e In-formazione.
Area Normativa: una raccolta aggiornata delle fonti legislative e regolamentari più rilevanti a livello europeo, nazionale e regionale in materia di turismo enogastronomico e Indicazioni Geografiche, con riferimenti e approfondimenti tematici. L’area propone una classificazione nei seguenti ambiti: Visite, Infrastrutture, Ricettività, Ristorazione, Eventi, Formazione.
Area Studi: una biblioteca digitale che raccoglie pubblicazioni scientifiche relative a studi condotti da università, centri di ricerca e organismi internazionali sul turismo enogastronomico, con particolare attenzione ai prodotti IG. Gli studi sono classificati secondo le seguenti categorie: Marketing territoriale, Sostenibilità, Sviluppo territoriale, Economia, Patrimonio culturale, Esperienze e attività.
Area Dati: una selezione di indicatori, metriche e numeri chiave sul turismo e sul turismo enogastronomico, ricavata da fonti ufficiali come istituzioni, enti di ricerca e organizzazioni internazionali, per offrire un quadro aggiornato sull’andamento del settore in quattro abiti principali: Mondo, Europa, Italia e Regioni.
Qual è il ruolo dei Consorzi di tutela?
Il nuovo testo unico della qualità europeo, il Regolamento 2024/1143, che riforma il Sistema delle Indicazioni Geografiche assegna ai Consorzi di tutela il compito di sviluppo di servizi turistici nella zona geografica di pertinenza al fine di informare i consumatori e promuovere le caratteristiche del prodotto DOP IGP.
Nella Riforma del sistema IG si sancisce in definitiva il ruolo guida del Consorzio in azioni per migliorare le prestazioni della filiera in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, con una forte attenzione alle ricadute sul territorio di origine.
Diversamente dai soggetti tradizionali come, ad esempio, le “Strade dei Vini” o le “Pro loco”, ai Consorzi di tutela spetta un ruolo di diffusione della conoscenza e di coordinamento dei diversi attori sul territorio e all’interno di differenti ambiti di intervento, con la mission di supportare le aziende con produzione DOP IGP. Il loro fine, come quello del Turismo DOP, si caratterizza maggiormente come settore del turismo culturale con tre macro-obiettivi guida: tutelare e rafforzare la reputazione dei prodotti DOP IGP e dei loro territori, diffondere le attività di turismo edicativo e promuovere la sostenibilità del territorio e delle esperienze tursitiche nella filiera.
Qual è il ruolo delle aziende DOP IGP?
Le aziende aderenti ai Consorzi di Tutela rappresentano un pilastro essenziale della filiera del turismo DOP. Esse hanno il compito primario di trasmettere al consumatore le informazioni e le caratteristiche distintive dei prodotti DOP e IGP. Questo include i valori della filiera, il “saper fare” artigianale, i fattori ambientali, oltre al patrimonio artistico, culturale, storico e sociale che contribuisce a creare l’identità unica dell’Indicazione Geografica e della sua zona di origine. Tutti aspetti che possono essere apprezzati pienamente solo attraverso un’esperienza diretta sul territorio, guidata dalla competenza e dalla passione dei produttori locali.
È fondamentale che le attività di informazione e valorizzazione dei prodotti DOP e IGP da parte delle aziende siano perfettamente allineate con la comunicazione promossa dai Consorzi di Tutela, come previsto dal riconoscimento pubblico. Per favorire l’evoluzione e lo sviluppo di un turismo DOP efficace, è necessaria una formazione specifica per i produttori, in particolare per le piccole e medie imprese. Queste realtà rappresentano l’host ideale per creare percorsi esperienziali capaci di coinvolgere i visitatori, valorizzando al meglio le produzioni agroalimentari e offrendo un’autentica esperienza territoriale.
Cos’è la DOP economy?
La Dop economy italiana rappresenta il sistema economico e produttivo del comparto agroalimentare e vitivinicolo a Indicazione Geografica (DOP, IGP, STG), denotando un settore con un forte ruolo nello sviluppo economico dei distretti agroalimentari del Paese e volano nella crescita dell’export.
Il sistema il cui rilievo è da riconoscersi prima di tutto in termini di valore economico: con 20,2 miliardi di euro di valore alla produzione e 11,6 miliardi di euro di valore all’export, il comparto DOP IGP apporta un contributo del 19% al fatturato complessivo del settore agroalimentare italiano con 194.387 operatori lungo tutta la penisola che impiegano 847.405 lavoratori e sono guidati da 317 Consorzi di tutela dei settori Cibo e Vino ufficialmente riconosciuto dal MASAF (Fonte: Rapporto Ismea-Qualivita 2024).
Ma la Dop economy rappresenta un sistema la cui rilevanza si esplica anche in altri ambiti, in quanto espressione di un modello economico e produttivo basato su una serie di valori (origine, autenticità, sicurezza, tradizione, ambiente, fattori umani) condivisi da operatori, Consorzi di tutela, istituzioni, comunità locali e cittadini, nell’ambito di un apparato normativo e di un sistema di controllo consolidati a tutela di produttori e consumatori.
Il legame della Dop economy con questo sistema di valori, la pone al centro di una serie processi di sviluppo territoriale che coinvolgono ambiti e settori connessi con l’agroalimentare di origine: ambiente, benessere. cultura, sociale e in particolare il Turismo DOP, come riconosciuto dal Regolamento UE 2024/1143 sulle Indicazioni Geografiche.
L’Osservatorio Turismo DOP raccoglie e diffonde la principale documentazione normativa e tecnico-scientifica sul settore del turismo enogastronomico, in particolare, quello collegato ai prodotti a Indicazione Geografica.
Il 2° Rapporto Turismo DOP, realizzato dalla Fondazione Qualivita in collaborazione con Origin Italia e con il supporto del MASAF, è basato su indagini dirette e fonti istituzionali raccolte dall’Osservatorio Turismo DOP.
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